Stipendi pubblici volano, potere acquisto +22,4%

Bankitalia, dal 2002 crescita tre volte la media dei salari (+6,8%)

ROMA  – Per i lavoratori pubblici gli ultimi otto anni sono stati particolarmente generosi sul fronte delle retribuzioni rispetto alla media degli stipendi della totalità dei dipendenti italiani: secondo la Relazione annuale di Bankitalia, infatti le retribuzioni lorde reali (al netto dell’ inflazione) nella pubblica amministrazione sono cresciute del 22,47% passando da una media di 23.813 euro l’anno a 29.165, un aumento triplo rispetto al totale degli stipendi (+6,8%, da 21.029 a 22.467 euro all’anno).

Le tabelle sulle retribuzioni deflazionate con l’indice generale dei prezzi al consumo segnalano come gli ultimi otto anni siano stati “avari” per il settore dei trasporti con un aumento reale di appena lo 0,31% ma anche per il settore dell’istruzione (+1,2% da 22.459 a 22.736 euro) mentre l’industria in senso stretto ha segnato comunque un avanzamento reale del 10,5% passando da stipendi medi di 21.047 euro l’anno a 23.275. In fondo alla graduatoria degli stipendi c’é sempre il settore dei servizi domestici presso le famiglie con 11.948 euro all’anno e un aumento reale rispetto al 2002 di appena il 2,7% mentre arrancano anche le retribuzioni dei lavoratori dipendenti negli alberghi e i ristoranti con 18.660 euro di media all’anno e un aumento del 4,8%. Aumenti di poco inferiori al 5% anche per il settore dell’intermediazione monetaria e finanziaria ma con stipendi medi di partenza molto più alti (39.106 medi nel 2010 a fronte dei 37.316 del 2002).

PER TRAVET 1.438 ORE L’ANNO, 266 IN MENO DI PRIVATI
– I lavoratori pubblici guadagnano di più e lavorano di meno rispetto al settore privato: a guardare le tabelle della Relazione annuale di Bankitalia emerge non solo che i travet hanno gli stipendi reali (depurati quindi dall’inflazione) che crescono più velocemente ma anche che lavorano in media 266 ore meno dei dipendenti del settore privato un monte ore che equivale a oltre 33 giorni in un anno. I dipendenti pubblici lavorano infatti, grazie alla settimana di 36 ore prevista dai loro contratti, 1.438 ore l’anno a fronte delle 1.704 medie del settore privato. Se si volesse poi dividere lo stipendio medio per ora lavorata nel 2010 (quelle previste dai contratti) – e il calcolo non è difficile – emergerebbe che per i lavoratori pubblici per ogni ora di lavoro si percepiscono 20,28 euro a fronte degli appena 13,56 dei dipendenti dell’industria in senso stretto (con uno stipendio medio di 23.275 euro ma un “monte” annuo di 1.716 ore). Hanno orari più corti della media i lavoratori del credito (1.604 ore l’anno) e “gli altri servizi privati” (1.650 ore) ma comunque superiori di almeno 166 ore superiori ai pubblici (per almeno 20 giorni equivalenti in più).

 

Fonte: Ansa.it